Esiste un sito internet in cui tutti possono pubblicare delle foto del degrado della città. Vincenza non lo sa che esiste quel sito. Ma in realtà, proprio lei – che era venuta in stazione per nascondersi, per scomparire, tenendo lontani tutti quelli che le si avvicinavano, ed infilandosi negli angoli più nascosti – attraverso quel sito è diventata famosa. Famosa davvero, tra i milioni di abitanti della città. Una vera star. La Star del degrado. Lo è diventata grazie a una foto che la ritrae mentre fa in un angolo della stazione ciò che avrebbe dovuto fare in bagno. Siamo nel 2014.

Per fortuna lei non ha mai saputo di essere così famosa. Fortuna perché proprio in quel periodo, dopo mesi di lavoro, Vincenza sta cominciando a fidarsi, accettando di fare due chiacchere con gli operatori dell’Unità di strada che tutte le sere passano da lei, per agganciarla, guardandola negli occhi e non nella superficie sporca dei suoi abiti.

Chissà se lo avesse saputo allora; se si sarebbe fidata ancora delle persone, lei che – nella vita – dagli altri aveva ricevuto poco. A cominciare dai genitori. Cresciuta senza la madre, il padre è un contadino in un piccolo paese del Sud. Ha qualche animale. Vincenza, che è nata alla fine degli anni Settanta, vive come mezzo secolo prima: invece di andare a scuola, aiuta il padre nei campi. Vorrebbe andare a scuola, ma nessuno ce la manda. Poi trascorre con la nonna un lungo periodo, durante il quale qualcuno, in famiglia, abusa di lei. Il peso da sopportare è troppo e Vincenza crolla: finisce in un istituto psichiatrico. Qui impara a lavorare e, con qualche tirocinio, si guadagna un po’ di soldi. E allora diventa interessante. Soprattutto per un altro paziente dell’istituto, che la guarda in modo diverso dagli altri. I suoi occhi parlano di una vita insieme, loro due, lontano da quel posto, forse di nuovo in campagna, forse in città a lavorare, liberi. Vincenza allora scappa, con i soldi del tirocinio e il suo compagno. Non sa, non sanno, che quei soldi sono troppo pochi per andare avanti; che il loro passato è uno stigma che non li aiuterà a trovare una casa, un impiego, un’armonia.

Già, l’armonia. Da quante cose può essere condizionata. Troppe quelle che mancano a Vincenza per costruirla con il suo compagno. Non racconta mai chi fosse lui veramente. Pur avendole cambiato la vita, in fondo hanno condiviso poco più di una stagione e, lontani dall’istituto, nemmeno un mese.

Lui sparisce. Lei rimane sola, nella grande città, lontana dai mondi che conosce, senza soldi. Subito c’è qualcuno che torna ad approfittarsi di lei e quel suo rendersi quasi ripugnante, lasciare che il suo corpo si dilati, smettere di lavarsi, di cambiarsi, la difende di chi vuole usarla.

In stazione sta circa sei mesi, nascosta in fondo ad un binario. Ma in stazione non si è mai nascosti: migliaia di persone passano ogni giorno e ti guardano e tu, per renderti invisibile, ti fai sempre più evidente. Non solo gli occhi degli altri vedono le tue povere condizioni. Anche con l’odorato, anche con l’udito si accorgono di te. Sei diventata un fenomeno, Vincenza. E finisci sul giornale, intrappolata in quell’equivoco tra il diritto di cronaca e il disprezzo verso chi sta male e lo fa vedere. Ti fotografano come si fotografa un cassonetto pieno coi topi che ci ballano intorno e, se la città fa schifo, è anche colpa tua.

Mentre la foto fa il giro del web, gli operatori dell’Help Center, dopo avere concordato l’intervento con la Polfer e la vigilanza, hanno già cominciato ad avvicinare Vincenza. Lei rifiuta anche solo di parlare, ma loro vanno tutti i giorni. Ed è così che la convincono a farsi la prima doccia al centro di accoglienza. Lei entra e reagisce malissimo: insulta tutti, scappa. Poi torna, da sola. È il primo passo, fondamentale. Il secondo è un’alleanza, un’alleanza terapeutica, che Vincenza instaura con lo psichiatra del Centro Salute Mentale, che la prende in carico, anche se ancora non ha la residenza. Curata e accompagnata dall’Help Center, Vincenza piano piano si trasforma. Il terzo passo è la carta d’identità, che la riempie di una gioia tale da stupire tutti gli operatori. La sua memoria la difende e cancella tutto il periodo passato in strada. Lei non ricorda più di aver vissuto nella propria sporcizia; non sa, per fortuna, di essere stata la Star del degrado. Torna indietro al punto di rottura, anzi al momento immediatamente precedente e da lì ricomincia.

Dov’è oggi Vincenza?

Vincenza è in casa famiglia e stasera ha preparato la cena per le compagne. Va in piscina, per dimagrire. Le piace ascoltare la musica. Sorride quando la ascolta. Vincenza oggi era a tirocinio, con i soldi, le piace comprarsi vestiti. Ogni giorno meno larghi, perché sta facendo una dieta per diventare più bella. Ha scoperto di amare leggere, e nei laboratori ha imparato ad amare anche lo scrivere e il raccontarsi agli altri. Vincenza ha ripreso a fidarsi delle persone, perché le persone hanno ripreso a fidarsi di lei. Non si vergogna più perché qualcuno in questi anni, non si è vergognato di lei. Vincenza quest’anno ha anche frequentato un corso di sartoria. Ha cucito delle borse e l’altra mattina, scendendo dall’autobus per andare al corso che si fa all’Help Center, ha visto una signora che ne indossava una.

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Per le fotografie utilizzate all'interno del sito si ringraziano: Massimo Bracaglia, Marco Cavallo, Antonella De Chellis, Sara Gargiulo, Giorgio Pagliarulo, Simona Pesce,
Giovanni Sabato, Arianna Screpanti, Melissa Svenson.